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Bisogni speciali

Sguardi ecologici

Prezzo: 3,50 €

Riconnettere l'infanzia alla natura e la costruzione di un’etica di cura e sostenibilità nella prima infanzia

L’educazione ecologica nei servizi e nelle scuole dell’infanzia (0-6 anni) costituisce una risposta fondamentale alle trasformazioni culturali, sociali e ambientali del nostro tempo. Al centro di questo percorso vi è la costruzione di un’etica di cura e sostenibilità nella prima infanzia, un processo che, basandosi sui contributi filosofici e pedagogici della rivista Bambini, va oltre la semplice trasmissione di contenuti scientifici. Questa prospettiva si configura come un vero e proprio apprendimento relazionale, esperienziale e incarnato, capace di ridisegnare i contesti educativi quotidiani e di porre al centro il valore della corporeità e la riconnessione profonda con la natura.

Il corpo, la sensibilità e il senso del luogo

Il pensiero ecologico necessita di radicarsi nell'esperienza sensoriale diretta e nella dimensione corporea. Attraverso l'attivazione dei sensi — il tatto, la vista, l'udito —, i bambini e le bambine sperimentano un incontro autentico con la materia vivente e con l'ambiente circostante. Questa modalità conoscitiva promuove una postura contemplativa e ricettiva, in cui la capacità di stupirsi e di prestare attenzione ai dettagli diventa il fondamento per la costruzione dell'identità e per la comprensione delle connessioni invisibili che legano l'essere umano alla biosfera. In quest'ottica, i contesti naturali e all'aperto non sono semplici scenari di gioco, ma autentici spazi educanti e luoghi-maestro. Frequentare con continuità e lentezza gli spazi vicini permette di sviluppare un profondo "senso del luogo", trasformando l'ambiente in un interlocutore significativo della relazione educativa.

Inclusione sistemica, relazioni e il ruolo dell'adulto per la costruzione di un’etica di cura e sostenibilità nella prima infanzia

Un approccio ecologico è intrinsecamente legato ai principi dell'inclusione e della giustizia sociale. Riconoscere la pluralità delle storie, dei bisogni educativi, dei linguaggi e dei modi di narrare significa accogliere l'unicità di ciascun bambino senza trasformare le differenze in disuguaglianze. L'inclusione diventa così una scelta culturale coordinata che deve pervadere i servizi educativi, le scuole e la comunità intera. In questo quadro, il ruolo dell'educatore e dell'insegnante è cruciale: l'adulto non assume la posizione di chi spiega o domina la realtà, ma si fa compagno di ricerca, capace di ascolto, empatia e autenticità. Attraverso una progettazione intenzionale della relazione educativa e il sostegno del dialogo con le famiglie, l'educazione ecologica coltiva un senso dell'attesa, di appartenenza e di responsabilità condivisa, offrendo ai più piccoli gli strumenti emotivi e cognitivi per abitare il mondo con rispetto e creatività.

  • Editore: Edizioni Junior
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