La scuola dell’infanzia nel cinema
Prezzo: 3,50 €
Il Focus della rivista Infanzia dedicato a "La scuola dell'infanzia nel cinema", curato da Roberto Farné, propone un'approfondita esplorazione del linguaggio cinematografico come potente dispositivo di riflessione e formazione pedagogica. Attraverso l'analisi di sei pellicole internazionali, l'opera analizza la complessa realtà dell'educazione 0-6 anni, offrendo agli educatori uno strumento critico per distanziarsi dalle pratiche quotidiane e interrogarsi sulle dinamiche formative.
Il percorso si suddivide in due itinerari principali:
L'istituzione scolastica e le sue contraddizioni
Nel primo blocco, quattro film pongono la scuola dell'infanzia come cornice strutturale delle vicende:
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Chiedo asilo (M. Ferreri, 1979): Analizzato da Roberto Farné, il film mostra l'ingresso di un maestro surreale (Roberto Benigni) in un asilo di Bologna. Ferreri critica l'istituzione scolastica intesa come luogo di reclusione e conformismo, proponendo l'infanzia come un'energia eversiva da salvaguardare.
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Ricomincia da oggi (B. Tavernier, 1999): Claire Lajus ne indaga la complessità ecologica e sociale. Ambientato in una zona mineraria francese colpita dalla disoccupazione, il film evidenzia la resistenza etica di un maestro-direttore impegnato a intrecciare scuola, famiglie e territorio.
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La guerra dei fiori rossi (Zhang Yuan, 2006): Qin Yuan analizza la parabola di un asilo residenziale nella Cina anni '50. La pellicola denuncia i metodi coercitivi, basati su premi (fiori rossi) e punizioni, che reprimono la spontaneità infantile in nome del collettivismo.
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Sotto il Celio azzurro (E. Winspeare, 2009): Alberto Agosti presenta un docufilm su un centro interculturale di Roma. L'opera valorizza la forte presenza di maestri maschi, la centralità dei corpi, l'animazione e l'alleanza educativa con i genitori.
Contexti educativi "alternativi" e criticità professionali
Il Focus completa l'indagine affiancando altri sguardi provocatori:
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I contesti non-scolastici: I saggi su pellicole come Re della terra selvaggia (Hushpuppy) e Non è ancora domani (Asia) mostrano percorsi di crescita in contesti ambientali e relazionali non convenzionali.
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Il sospetto (T. Vinterberg, 2012): Aldo Bertinetti affronta il tema dell'isteria collettiva scatenata da una falsa accusa di pedofilia rivolta a un maestro. Il testo evidenzia l'incapacità degli adulti e dei professionisti di gestire la fragilità psicologica dei bambini e i propri pregiudizi.
In conclusione, la visione cinematografica si conferma un'occasione di sosta riflessiva per gli educatori. Il cinema non restituisce una realtà piatta, ma offre simulazioni ricche di metafore necessarie per ripensare la relazione educativa.
- Editore: Edizioni Junior
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