Competenze numeriche precoci e contesti quotidiani
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Importanza di competenze numeriche precoci e contesti quotidiani
Il dossier curato da Lucia Balduzzi e Alessandra Sansavini analizza il legame tra competenze numeriche precoci e contesti quotidiani nella prima infanzia e in età prescolare. I bambini possiedono competenze percettive e quantitative innate, come la capacità di discriminare piccole numerosità (subitizing) e cogliere variazioni di quantità senza ricorrere al conteggio formale. Queste abilità evolvono verso competenze simboliche ed esatte (conteggio e calcolo) grazie all'interazione tra linguaggio, contesti relazionali e offerte educative della famiglia, del nido e della scuola dell'infanzia.
Progettazione e didattica al nido d'infanzia
Nel contributo di Lucia Balduzzi si evidenzia come anche al nido d'infanzia sia possibile sostenere l'area logico-matematica senza anticipazioni scolastiche formali. Adottando un'ottica "al positivo" basata su ciò che il bambino sa fare, le educatrici possono valorizzare le strutture percettive, motorie e verbali-ritmiche del numero. Elisa Passerini descrive un progetto pratico per bambini dai 18 ai 36 mesi articolato in quattro aree cognitive: lessicale, semantica, presintattica e di counting. L'uso di routine quotidiane, filastrocche, giochi strutturati e un elemento mediatore (l'orsetto Gino) ha permesso di stimolare l'apprendimento spontaneo del numero e la categorizzazione in modo condiviso.
Differenze tra bambini nati pretermine e a termine
Il lavoro di Annalisa Guarini, Elena Pace e Alessandra Sansavini confronta 83 bambini nati pretermine con 33 nati a termine all'età di 8 anni, analizzando le competenze usate a scuola e nella vita di tutti i giorni mediante un questionario rivolto ai genitori. I risultati mostrano che i bambini pretermine incontrano maggiori difficoltà nelle procedure di astrazione, decontestualizzazione e automatizzazione delle competenze numeriche, in particolare nel conteggio all'indietro e nel calcolo a mente. Essi manifestano un bisogno più prolungato di supporti concreti (come dita o oggetti). L'indagine rileva inoltre una differente gestione del supporto genitoriale nei compiti e nell'apprendimento informale.
Conclusioni e integrazione dei contesti
L'integrazione tra ricerca scientifica e prassi pedagogica consente di comprendere le modalità con cui i bambini si rappresentano gli aspetti quantitativi della realtà. Promuovere lo sviluppo di competenze numeriche precoci e contesti quotidiani ricchi di stimoli permette di creare una continuità virtuosa tra l'apprendimento informale esperienziale e quello formale della scuola primaria.
- Editore: Edizioni Junior
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