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Competenze gioco e materiali

La lezione delle cose

Prezzo: 3,50 

Introduzione e Origine dell'Iniziativa

Tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, la città di Mantova ha ospitato la mostra scientifica ed espositiva intitolata "La lezione delle cose, oggetti didattici delle scuole dell’infanzia mantovane tra Ottocento e Novecento", curata da Monica Ferrari, Matteo Morandi ed Enrico Platé. Promossa dal Settore Politiche educative del Comune di Mantova e dal Centro di ricerca dell'Università di Pavia, l'iniziativa è servita da pretesto per la rivista Infanzia per riaprire una riflessione pedagogica e scientifica approfondita sul significato e l'uso dei materiali strutturati e non strutturati all'interno delle istituzioni educative 0-6.

Definizione e Identità dei Materiali Strutturati

I materiali strutturati sono l'esito di una mirata progettazione e sperimentazione didattica pensata per offrire ai bambini e alle bambine oggetti capaci di stimolare attività orientate al raggiungimento di specifiche competenze, conoscenze e abilità, sviluppando il pensiero ad esse connesso.

  • Investimento Didattico: Nelle "cose" strutturate vi è un'attribuzione implicita di senso che guida l'apprendimento.

  • Riferimenti Storici e Repertori: I più celebri repertori di materiali strutturati derivano dai fondamentali, seppur opposti, contributi di Friedrich Fröbel e Maria Montessori.

  • Il Contributo del Nido Educativo: Come sottolineato dal pedagogista Duilio Santarini, la progettazione di materiale strutturato ha costituito un punto di forza storico per la nuova identità del nido d'infanzia. Nonostante le critiche che lo dipingono come rigido o vincolante, esso offre in realtà precise opportunità ed esperienze di apprendimento al bambino.

Materiali Strutturati vs. Materiali Non-Strutturati ("Poveri")

Nel corso del tempo, nelle scuole dell'infanzia e negli asili nido italiani, il materiale strutturato ha progressivamente ceduto il ruolo primario (maior) al materiale non-strutturato, detto anche "povero", di uso comune e di facile reperibilità.

  • Materiale Non-Strutturato: Risulta meno rigido e più versatile, adattandosi perfettamente all'idea di laboratorio (manipolativo, espressivo) divenuta prevalente.

  • Dicotomia Pedagogica: La relazione tra le due tipologie evidenzia la tensione tra la dimensione cognitiva ed espressiva, ovvero tra metodo e ordine da un lato, e libertà creativa dall'altro.

  • Integrazione e Rischi: Le due tipologie di materiali non si escludono ma si integrano. Roberto Farné avverte che un'eccessiva esaltazione del "materiale povero" rischia talvolta di sottintendere una "didattica povera".

Competenza Professionale e Approccio Scientifico

La conoscenza della storia e dei repertori dei materiali non è un mero esercizio accademico o di memoria pedagogica, ma rappresenta un approccio scientifico essenziale per la professionalità docente:

  • Formazione delle Educatrici: Chi consegue la laurea come educatrice o insegnante di scuola dell'infanzia e primaria dovrebbe conoscere a fondo e saper applicare i repertori di materiali strutturati.

  • Competenze Richieste: Sebbene oggi sia comune trovare educatrici capaci di usare materiali informali, è più raro rinvenire una rigorosa competenza didattica nell'uso, adattamento, innovazione e sperimentazione dei materiali strutturati di diversa matrice.

  • Evoluzione della Professione: Ogni profilo professionale si definisce in base allo strumentario di cui dispone e alle competenze necessarie per utilizzarlo e migliorarlo.

  • Editore: Edizioni Junior
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